Inoculanti microbici con batteri simbionti. Produzione, uso in pieno campo, effetti agronomici
Capitolo di libro
Data di Pubblicazione:
2006
Abstract:
I batteri appartenenti ai generi Rhizobium (14 specie), Sinorhizobium (11 specie),
Mesorhizobium (10 specie), Azorhizobium (1 specie), Allorhizobium (1 specie) e Bradyrhizobium (4
specie), alfa-proteobatteri bastoncellari gram negativi, comprendono numerose specie e biovar. La
loro classificazione, in rapida e continua evoluzione, si è basata per lungo tempo sulle specifiche
capacità di instaurare rapporti di associazione simbiotica con specifici generi di piante leguminose,
che provocano la formazione di speciali strutture conosciute col nome di noduli radicali o tubercoli.
In essi i batteri subiscono modificazioni fisiologiche e morfologiche ed esprimono la capacità di
catalizzare la trasformazione dell'azoto atmosferico in ammoniaca (azotofissazione), che viene
utilizzata dalla leguminosa ospite. Essi ottengono in cambio composti del carbonio derivanti dalle
attività fotosintetiche della pianta stessa. Oggi, i parametri utilizzati per classificare i rizobi non si
basano esclusivamente sulla specificità d'ospite ma anche su un certo numero di caratteristiche
fisiologiche, biochimiche e genetiche proprie del microrganismo. Per la classificazione, in continuo
aggiornamento, si rimanda a siti web quali:
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/Taxonomy/taxonomyhome.html/
http://www.rhizobia.co.nz/Rhizobia_Taxonomy.html
http://www.biocenter.helsinki.fi/groups/lindstrom/taxonomyII/taxonomy.htm
Le proprietà uniche di simbionti capaci di promuovere la crescita della pianta al punto da
renderla indipendente dalla ricerca di fonti azotate nel terreno hanno reso i rizobi, fin dall’epoca
della loro originaria scoperta a fine ’800 ad opera di Frank e di Beijerinck (Fred et al., 1932),
oggetto di applicazione finalizzata a migliorare la produttività di leguminose da foraggio e da
granella. Tale impiego peraltro non rappresenta che il proseguimento, con cognizione di causa
microbiologica, di una pratica già empiricamente effettuata sin dall’epoca romana, consistente
nell’attuare la rotazione di un cereale con una coltura di leguminose, già note come piante
miglioratrici del suolo. In epoca moderna, i fattori produttivi, uniti al contenimento degli input di
nitrati nell’ambiente, hanno stimolato l’impiego della batterizzazione del seme di leguminose e il
parallelo sviluppo della ricerca sulle basi molecolari della simbiosi, quali strategie esemplari al
servizio di un’agricoltura in armonia con l’ambiente. Si può ritenere che l’inoculazione delle
leguminose sia probabilmente la più estesa e antica pratica di rilascio deliberato di microrganismi
nell’ambiente. Oggigiorno, le leguminose più frequentemente trattate con inoculanti a base di rizobi
sono riportate nella Tabella 1. Nella medesima tabella vengono anche riportati i valori relativi alnumero di batteri per seme e di semi per kg al fine di determinare con maggiore esattezza le
quantità di inoculante da utilizzare nella pratica.
La pratica della batterizzazione dei semi di leguminose è di largo uso in Italia come in
numerosi paesi del mondo, inclusi quelli in via di sviluppo: solo per la soia si stima che 12-20
milioni di ettari vengano regolarmente inoculati ogni anno. Con l’evoluzione delle tecniche di
lavorazione e delle conoscenze sull’ecologia dei rizobi sono disponibili oggi prodotti con standard
qualitativi sempre più elevati. La ricerca per ceppi migliori si affianca alle prove di campo, tese a
valutarne l’efficacia. Le sperimentazioni di pieno campo consentono inoltre di valutare la necessità
di operare la batterizzazione della specie di leguminosa che s’intende seminare in quel determinato
suolo. In tal senso le prove in campo rappresentano il punto finale a conferma (o smentita) della
rilevante mole di lavoro s
Tipologia CRIS:
02.01 - Contributo in volume (Capitolo o Saggio)
Keywords:
Inoculanti; Rhzobium; test di nodulazione; torba; vermiculite; controllo qualità
Elenco autori:
Basaglia, Marina; Squartini, Andrea; Toffanin, A; Nuti, Mp; Casella, Sergio
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Titolo del libro:
Agricoltura Sostenibile interazioni benefiche tra piante e microrganismi