La crescente complessità dei percorsi di cura richiede oggi professionisti capaci di integrare competenze farmaceutiche, farmacologiche e una solida visione clinica all’interno dei team multidisciplinari. In molti Paesi europei – dal Regno Unito al Belgio, dalla Spagna ai Paesi nordici – il farmacista clinico è una presenza strutturale nei diversi reparti ospedalieri, nelle terapie intensive, nei programmi di antimicrobial stewardship e nella gestione delle cronicità ;sul territorio . Un modello consolidato che ha dimostrato, con dati concreti, di migliorare sicurezza, appropriatezza prescrittiva, outcome e sostenibilità dei servizi sanitari. Anche in Italia questo ruolo sta emergendo sempre più chiaramente, grazie a esperienze locali che mostrano come il farmacista clinico possa contribuire in modo determinante dalla revisione delle terapie e gestione della politerapia nell’anziano fragile, al supporto nelle scelte terapeutiche complesse e nella produzione di farmaci avanzati. Dalla terapia intensiva alla chirurgia, dalle malattie infettive all’assistenza territoriale, il suo contributo dimostra un impatto reale sulla qualità e sulla sicurezza delle cure. In questo scenario, investire nella formazione avanzata non è semplicemente un’opzione, ma una condizione necessaria per preparare i professionisti che il Servizio Sanitario richiederà nei prossimi anni. La domanda non è più se il farmacista clinico sia utile, ma come dotare il sistema delle competenze e degli strumenti necessari perché questa figura possa esprimere tutto il suo potenziale.
Sede dell’iniziativa:
Archivio Antico,Palazzo del Bo -Università di Padova
Via VIII Febbraio, 2, 35122 Padova
Periodo di svolgimento dell’iniziativa:
Gennaio 14, 2026