Dati Generali
Conferito a
PETRINA ALESSANDRA
Persona conferito da Associazione Italina di Anglistica
- 2021
- Il volume curato da Petrina, nella prestigiosa serie “Tudor and Stuart Translations”, è un’attenta e scholarly critical edition di The Triumphs of the Most Famous Poet Mr. Frances Petrarke di William Fowler (1587), cioè di una delle due traduzioni complete in lingua inglese dei Triumphi di Francesco Petrarca (dell’altra traduzione intera, di Henry Parker, Lord Morley, 1555, già esiste una moderna edizione critica del 1970). A tale studio si aggiungono alcuni frammenti, pervenuti sia in versione manoscritta sia a stampa, per mano di vari autori, tra cui anche la regina Elisabetta I e John Florio.
Il petrarchismo inglese, che portò alla diffusione della forma del sonetto nel Cinquecento, è ben noto. Ma l’assunto da cui parte lo studio di Petrina, che privilegia – appunto – i Trionfi rispetto al Canzoniere, è che l’influsso culturale, oltre che poetico, di Petrarca sul mondo anglosassone sia derivato dalla appropriazione dell’opera allegorica più che da quella lirica.
Petrina ricorda come il Canzoniere e i Trionfi, entrambi scritti in italiano volgare, resero l’autore noto in tutta Europa. Si tratta dei primi testi del Petrarca ad essere stampati, nel 1470, e i primi testi in volgare ad apparire a stampa. Innegabilmente, la reputazione di Petrarca, dapprima fondata sulle sue opere in latino, e sulla circolazione dei manoscritti, venne confermata e accresciuta dalla fama delle sue opere in italiano e dall'invenzione della stampa. Così Petrina osserva che i ‘due’ Petrarca, il latino e l'italiano, il medievale e l'umanista, ci forniscono una dicotomia che deve essere riconciliata.
Fu intorno al 1520 che cominciò a diffondersi la produzione petrarchesca in vernacolo, fino ad imporsi sulla prima in latino. Forte impatto ebbe l’edizione congiunta del Canzoniere e dei Trionfi di Alessandro Vellutello del 1525 che godette di numerose ristampe. Rilevante, inoltre, l’influenza delle Prose della Volgar Lingua di Pietro Bembo, apparso nello stesso anno. Queste pubblicazioni sollecitarono numerose traduzioni, rifacimenti e parodie nell’Inghilterra contemporanea. Noti in egual misura fino al XVI secolo, solo in seguito i Trionfi vennero eclissati dalla fama dal Canzoniere. Sul mancato esito poetico dei Trionfi agirono, indica l’autrice, sia la difficoltà della metrica usata (sono, infatti, in terza rima dantesca) sia il lessico molto colto, legato alla cultura classica e al mondo cattolico. I Trionfi, che guardavano ai trionfi dell’antica Roma, offrivano una sintesi di elementi vernacolari e classici che abbracciavano temi epici e cristiani, l’allegoria, la struttura del sogno e/o visione con elementi di poesia lirica. Venivano accostati e interpretati come la risposta di Petrarca alla Commedia dantesca. Lo stile meditativo dei Trionfi spinse, nota Petrina, anche molte donne ad accostarvisi e a tentarne una traduzione. Così da Mary Sidney a Anna Hume, fino ad Elizabeth I, la possibilità di porre al centro dell’attenzione un io riflessivo che spaziasse dalla meditazione religiosa a quella politica favorì l’interesse femminile.
La diffusione delle opere di Petrarca in Inghilterra e in Scozia è, peraltro, ampiamente documentata dalla loro presenza nelle biblioteche sia ecclesiastiche che universitarie, non dimenticando una serie di biblioteche private, come, ad esempio, la biblioteca di Ben Jonson. Tuttavia, la grande maggioranza di lettori si trovava fra gli aristocratici che acquistavano opere di Petrarca perché in grado di leggerle in italiano o nella traduzione francese. La storia e qualità delle traduzioni sono attentamente valutate da Petrina, compreso il ruolo di catalizzatori delle traduzioni francesi. Rilevanti anche le incursioni nelle sperimentazioni musicali indotte dal Canzoniere e la risposta visiva guadagnata dai Trionfi, soprattutto quando il Trionfo della Morte si incontrava con la tradizione della dance macabre.