Presentazione ricerca scientifica con studio paleontologico fossili del "lastame" sui monti Lessini
Public Engagement In Italia i fossili sono tra i beni culturali più “trascurati”, anche a causa di alcune criticità normative: da un lato la raccolta di fossili non autorizzata è vietata, ma dall'altro è permessa l'estrazione di rocce che possono contenere questi reperti. Tuttavia, data la mancanza di un quadro specifico per la conservazione dei fossili, i cavatori non sono incentivati a contattare le autorità o i paleontologi quando trovano reperti di valore per timore di un'interruzione dell'attività di scavo. Un recente studio guidato dal Dipartimento di Geoscienze dell'Università di Padova e realizzato in collaborazione con l’Università di Vienna e l’Università di Modena-Reggio Emilia, si è concentrato sui monti Lessini della provincia di Verona, un'area unica che custodisce importanti fossili di vertebrati marini e invertebrati dell'Italia settentrionale. Qui, in particolare nella località di Sant'Anna d’Alfaedo, sono attive numerose cave che estraggono una tipica pietra da costruzione, localmente denominata “lastame”. Da un punto di vista geologico questa pietra appartiene alla formazione della Scaglia Rossa, di età Cretaceo Superiore. Si tratta di calcari che si sono formati in ambiente marino relativamente profondo e che al loro interno conservano numerosi fossili: oltre a un gran numero di invertebrati, talvolta anche di grande pregio scientifico, sono stati più raramente rinvenuti resti di grandi vertebrati marini.
Sede dell’iniziativa:
Padova - Dipartimento di Geoscienze
Periodo di svolgimento dell’iniziativa:
Novembre 12, 2025